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14 Giugno 2021

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Verona sotterranea e Museo degli Scavi Scaligeri

Verona sotterranea e Museo degli Scavi Scaligeri

Ripercorri tutta la storia di Verona attraverso i tesori archeologici custoditi dal suo sottosuolo: tra domus romane, templi e sepolture longobarde. Scopri di più!

Molta gente conosce Verona per il suo centro storico e per i suoi monumenti più famosi, quali l’Arena e Castelvecchio. Ma pochi sanno che alcuni metri sotto il manto stradale si nasconde un mondo fatto di storia e di arte antica, che ci racconta come vivevano i veronesi nei secoli passati. Se siete in visita a Verona e volete allontanarvi dai soliti percorsi turistici, immergendovi in una storia antica che vi porterà indietro nel tempo di diversi secoli, non potete perdervi Verona sotterranea. Come molte altre città, Verona è costruita su diversi strati, ed ognuno di questi custodisce dei resti di grandi civiltà passate che portano alla luce un pezzo della storia che hanno reso Verona la città che potete ammirare al giorno d’oggi. I vari reperti non sono collegati tra loro da un itinerario unico, ma sono dislocati attraverso la città, spesso sotto edifici privati. Per questo motivo consigliamo di prenotare la vostra visita con un po’ di anticipo, in modo da permettere alle guide di ottenere le varie autorizzazioni necessarie all’accesso. Di seguito vi consigliamo i reperti che non potete assolutamente perdervi!

Domus di Piazza Nogara

Si tratta di una intera domus romana appartenente ad una famiglia patrizia, estesa in un’area di 400 metri quadri. Si può ancora vedere chiaramente il perimetro dell’abitazione e la divisione delle varie stanze: i resti dell’impluvium (vasca per la raccolta dell’acqua piovana), le colonne del peristilio (porticato), l’atrium (cioè il cortile interno), il triclinium (sala da pranzo) e cubicola (camere da letto). Ampie porzioni dei pavimenti a mosaico sono ancora intatti, così come residui dell’ipocausto, il sistema di riscaldamento a pavimento.

Il Capitolium

Il Capitolium era il principale tempio della città, in cui si veneravano Giove, Giunone e Minerva. All’epoca il tempio sorgeva sopra una piattaforma rialzata, alta circa due metri, e si trovava su un lato del foro (oggi Piazza Erbe). Proprio in questa piazza infatti, sotto il Ristorante Maffei, si trovano i resti del Capitolium. Era costituito da un pronao a pianta rettangolare con tre file di colonne, di cui si vedono ancora oggi i resti.

La Curia Romana e la basilica

Subito dietro piazza Erbe, sotto un noto ristorante di Verona, si trovano i resti della curia e della basilica, importanti edifici dell’amministrazione pubblica dell’epoca, che sorgevano presso il foro.

Oltre a questi, si possono anche vedere le rovine della facciata esterna di un edificio pubblico, probabilmente legato al culto imperiale. E’ rimasto ben conservato anche un pezzo di strada romana, di cui si possono ancora osservare i marciapiedi e la cloaca oltre al basamento di una torre medioevale.

Porta Leoni

Porta Leoni era una delle porte che consentiva il passaggio attraverso le mura romane di Verona. Fu costruita nel I secolo a.C. insieme alla cinta muraria. Di fronte ad essa sono stati rinvenuti due metri sotto al manto stradale, parte della strada romana che attraversava la porta ed il basamento della porta stessa, circondata da due torri. Questi resti si possono ammirare dall’alto, senza dover scendere.

scavi scaligeri

Museo degli Scavi Scaligeri

Poco distante da Piazza dei Signori si trova il Centro Internazionale di Fotografia degli Scavi Scaligeri. Qui si trova uno spazio museale che include un’area archeologica, con resti che vanno dal I secolo a.C. al XV d.C.

Tra i reperti più notevoli ci sono i mosaici di due domus ed una strada lastricata ben conservata in cui si notano ancora il marciapiede e il sistema fognario.

Oltre ai resti romani qui si possono notare anche i segni dei cambiamenti che sconvolsero la Verona romana tra il V ed il VI secolo d.C.: abitazioni costruite con materiali di reimpiego, tracce dell’incendio che danneggiò gravemente la città, tombe longobarde di un piccolo cimitero e le basi di torri medioevali

Museo archeologico di Corte Sgarzerie

Presso il museo archeologico di Corte Sgarzerie si possono vedere i resti del criptoportico che circondava il Capitolium, di lucernari, i frammenti di una strada pedonale lastricata, alcune parti di pilastri che sorreggevano la volta, e i successivi interventi medievali (si possono notare ancora la base di una torre ed i resti di una cantina appartenente ad un palazzo sovrastante).

Mura di Gallieno

In vari punti della città si possono ancora ammirare i resti delle mura che l’imperatore Gallieno volle far costruire nel 265 d.C, precisamente dietro all’Arena, presso piazzetta Mura di Gallieno e presso Corte Farina, e sotto il manto stradale, nelle cantine di abitazioni private che ne hanno inglobato la struttura. Nel I secolo d.C Verona non era più una città di provincia dell’Impero Romano, ma una prospera città grazie alla sua posizione centrale che le consentiva il commercio. A quell’epoca l’imperatore Gallieno, temendo un’invasione da parte dei barbari, fece costruire delle mura cittadine in soli sei mesi con materiali di recupero che ancora si possono notare nei pochi frammenti rimasti. Nella nuova cinta muraria venne inclusa anche l’Arena, che fino ad allora era rimasta al suo esterno. Il terremoto che nel 1117 distrusse l’anello esterno dell’anfiteatro, fece crollare anche le mura di Gallieno e danneggiò il Teatro Romano e molti altri edifici.

Basiliche Paleocristiane

Sotto l’area del Duomo si possono ancora vedere i resti di due basiliche costruite nel IV secolo a.C. Dove adesso sorge la Chiesa di Sant’Elena, prima vi sorgevano delle basiliche paleocristiane di cui rimangono ancora ampi resti di mosaici e di colonne che solevano dividere questi luoghi di culto in navate. La prima basilica era un piccolo edificio religioso, che si rivelò essere troppo piccolo per contenere tutti i fedeli. Per questo fu distrutta e rimpiazzata da un secondo edificio più grande. Si pensa che la seconda basilica fu distrutta da un incendio o da un terremoto nel VII secolo. La prima basilica paleocristiana era divisa in tre navate, di cui quella centrale più lunga formava un abside presso cui si trovava un podio con un insieme di seggi disposti a semicerchio ed isolato dalle navate tramite transenne. Anche il secondo edificio, seppur più grande, aveva una struttura uguale. Ai piedi delle navate si trovavano dei pavimenti a mosaico, di cui oggi rimangono i pochi frammenti che ancora possiamo ammirare. Per scoprire di più sulla storia di questi luoghi, vi consigliamo una visita al Duomo ed ai suoi edifici circostanti.

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